Francesco Venezia

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EN
Maritime control tower and weather station in Porto Marghera

Professor
Francesco Venezia
http://www.iuav.it/Ateneo1/docenti/architettu/docenti-st/Francesco-7/index.htm

Assistants
Arch. Mattia Marzaro
Arch. Sandro Grispan

Abstract
Abandoned buildings, chimneys, abandoned production centres occupied by goods in transit. Skeletons that still carry the memory of the sound of the shift change sirens and of and the spread of bicycles of the employees at work. Among these inhospitable shells, whose silence echoes the disappeared productive life, it is possible to recognize Porto Marghera, today destined to become an abandoned site of industrial archeology. So the buildings that once were used for production, if transformed in some of their characters will find a new life and a new destiny in the memory of their past existence.

The design area lies in the last appendix of the first industrial settlement, an industrial area called Ex Fintitan. The area is characterized by its particular triangular shape defined by the cutting of the canals that surround it. Inside there are partially disused buildings, office areas, old abandoned silos, and a large sleeve characterized by an arched roof that served as a storage for in transit goods. The whole area is the last piece of land directly accessible from the mainland with the existing infrastructures, representing the transition point between the lagoon and internal canals.

The design goal is the creation of an observation control tower, as a reconquest of a landlocked space, redefining the landscape of Porto Marghera through the reconstruction of a skyline in dialogue with Venice and its shape made of the horizontality of the houses and the verticality of the bell towers. The significance of the tower should be that of an independent construction, isolated, loaded with a strong symbolic value in its absolute verticality that brings with it a deeper meaning of human achievement in the conquest of the sky and the horizon. Key points of the design is the development of the light theme that characterizes the lagoon basin and Porto Marghera’s water front. The condition of the margin, that is felt strongly here, will be a reason to implement those “accessory ideas” raised from the surrounding environment as well as from the need to seek relations with the neighbouring city of Venice.

The proposed theme, a great opportunity for a summer workshop, represents a urgent need for the Venetian territory interpreting as a public place significant common expectations. It will therefore require participating students to combine the functional program with the exceptional nature of the area in order to re-inhabit the margin. The presence of a new infrastructure like the tower will also assume the value of a re-appropriation of a marginal and forgotten space by the community.

Design
The building, since its shape and the geographical position, becomes an exceptional presence between the city of Marghera-Mestre-Venice and the lagoon. The building with its verticality becomes a ritualized entry into the city through the canals leading to Porto Marghera, stating clearly with its form the function of control and observation. Its geographical location and morphology claim the conquest of the horizontal dimension, as well as of the horizon and the water that is intimately linked to it. The tower becomes a catalyst for the tensions and the relationship between land, sea and sky. The program provides this functions: a control room, offices, technical area, guest house, tea room, technical spaces, weather station, observatory and the recovery of the existing building as a public place.

IT
Torre di controllo marittimo e stazione meteo a Porto Marghera

Docente
Francesco Venezia
http://www.iuav.it/Ateneo1/docenti/architettu/docenti-st/Francesco-7/index.htm

Assistenti
Arch. Mattia Marzaro
Arch. Sandro Grispan

Abstract
Edifici dismessi, ciminiere, centri produttivi abbandonati riabitati da merci in transito. Scheletri che ancora portano il ricordo del suono delle sirene del cambio turno e delle distese di biciclette degli addetti al lavoro. Tra queste carcasse inospitali, il cui silenzio risuona della vita produttiva scomparsa, si riconosce Porto Marghera oggi destinato a diventare un sito di archeologia industriale in abbandono. Così gli edifici che un tempo serviano alla produzione, se trasformati in alcuni dei loro caratteri troveranno una nuova vita e un nuovo destino nella memoria della loro esistenza.

L‘area di progetto si colloca nell’ultima appendice del primo insediamento industriale di Porto Marghera all’interno dell’area denominata Ex Fintitan. L’area si caratterizza per la sua particolare forma triangolare definita dal taglio dei canali che la circondano. All’interno trovano posto edifici parzialmente in disuso, aree uffici, vecchi silos dismessi, e una grande manica caratterizzata da una copertura ad archi che funge da deposito di merci in transito. L’intera area rappresenta l’ultimo lembo di terra accessibile direttamente dalla terraferma attraverso le infrastrutture esistenti, rappresentando il punto di transizione tra laguna e canali interni.

Il progetto si pone come obiettivo la realizzazione di una torre come punto di osservazione, di controllo, di riconquista di uno spazio oggi intercluso, ridefinendo così il paesaggio di Proto Marghera attraverso la ricostruzione di uno skyline in dialogo con Venezia e con la sua forma fatta di orizzontalità delle case e verticalità delle torri campanarie. Il significato della torre va concepita come costruzione indipendente, isolata, carica di un forte carattere simbolico nella sua assoluta verticalità che porta con sé un più profondo significato umano di raggiungimento del cielo e della conquista dell’orizzonte. Punti fondamentali dello sviluppo progettuale sono legati al tema della luce che caratterizza il bacino lagunare e il fronte di Proto Marghera. La condizione del margine, che qui si avverte con forza, sarà movente per mettere in opera quelle “idee accessorie” suscitate sia dall’ambiente circostante sia dalla necessaria ricerca di rapporti con la vicina città di Venezia.

Il tema proposto, occasione per un workshop estivo, riveste carattere d’urgenza per il territorio Veneziano interpretando come luogo pubblico significativo le comuni aspettative. Si richiederà pertanto agli studenti partecipanti di coniugare il programma funzionale con l’eccezionalità dell’area nell’intento di riabitare il margine anche da un punto di vista pubblico. La presenza di una nuova infrastruttura quale la torre assumerà valore anche di riappropriazione da parte della cittadinanza di uno spazio marginale e dimenticato.

Progetto
L’edificio, in virtù della sua forma e della sua posizione geografica che occupa, diviene presenza eccezionale tra la città di Marghera – Mestre – Venezia e la laguna e il mare. L’edificio con la sua verticalità assurge a ritualizzare l’entrata nella città attraverso i canali che conducono a Porto Marghera dichiarando nella sua forma la sua funzione di controllo e osservazione. La sua posizione geografica e la sua morfologia pretendono la conquista della dimensione orizzontale, della dimensione dell’orizzonte e dell’acqua che ad esso sta intimamente legata. La torre diventa così catalizzatore delle tensioni delle relazioni tra terra mare e cielo. Il programma funzionale di massima prevede: una sala controllo, uffici, area tecnica, foresteria, tisaneria, vani tecnici, stazione meteo, osservatorio e il recupero della manica lunga esistente come luogo pubblico.

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