Pietro Valle

EN
Public Magnet and Urban Fabric
A proposal to reoccupy the post-industrial abandonment in Marghera

Guest Professor
Pietro Valle
http://www.architettivalle.net/
studio@architettivalle.net

in collaboration with Federico Mentil

The workshop aims to verify strategies for the reuse of derelict brownfield sites in Marghera with a n intervention focused on a multifunctional public building that acts as a magnet for future urban development and its integration with an urban fabric that can grow (and change) over time and containing a multiplicity of functions.

This part of the city will no longer have the characteristics of the old mono-functional productive areas that “waste land” but will consist of flexible containers capable of accommodating dwellings, small-scale production, offices, services and trade. We want to define a new “urban density” that concentrates different functions, and will be characterized by an architectural form “open” to changes in time.

An area of medium/large scale in Marghera will be chosen in order to be strategically located at the encounter between different contexts (the modern city, the urban sprawl, infrastructures and industrial wastelands) where it will be possible to imagine a future urban development.

One or more public functions that can form a pole of attraction for the surrounding area will identified and strategies of identification that define a “character building” will be developed for the chosen activity (commercial hub, religious community, school complex, sport center, cultural center). We will study more urban/architectural alternatives to characterize the building in order to relate it with the infrastructure, with the urban public spaces and with the urban fabric.

We will assume the growth of a urban fabric that contextualizes the public building with an integrated character. This fabric has flexible features able to accommodate more functions, grow (and possibly change) over time through a succession of building phases. The whole set must be consistent in every period of growth. Hypothetical development strategies will be multiple and comparable with one another. These strategies will be compared with a number of examples of urban restructuring implemented in the last decade in Europe in abandoned industrial sites.

We will study the density of the new complex that must dialogue with the surrounding context and  must be able to define the open spaces of relationship (urban, landscape and infrastructural) that characterize the entire design. We will identify strategies for the use (or re-use) of materials and energy resources compatible with the needs of reclamation of industrial sites.

In the presence of significant existing structures, we will assume the reuse within the logic of a flexible development over time that characterizes the entire design, without forgetting their symbolic value as memories of the territory.

IT
Magnete Pubblico e Tessuto Urbano
Una proposta per rioccupare l’abbandono postindustriale di Marghera

Docente
Pietro Valle
http://www.architettivalle.net/
studio@architettivalle.net

in collaborazione con Federico Mentil

Il workshop si propone di verificare strategie di occupazione delle aree industriali abbandonate di Marghera con un intervento polifunzionale incentrato su un edificio pubblico che funga da magnete per un futuro sviluppo urbano e la sua integrazione con un tessuto edilizio capace di crescere (e modificarsi) nel tempo e contenente una molteplicità di funzioni. Tale parte di città non avrà più i connotati mono-funzionali delle vecchie zone produttive che “sprecano territorio” ma sarà formata da contenitori flessibili capaci di accogliere residenze, attività artigianali, produttive di piccola scala, uffici, servizi e scambi commerciali. Si vuole definire una nuova “densità urbana” che concentri e faccia interagire servizi diversi; essa sarà caratterizzata da una forma architettonica “aperta” che cambia nella durata.

Verrà scelta un’area dei Marghera di media/grande scala posta strategicamente all’incontro tra diversi contesti (la città moderna, il territorio diffuso, le infrastrutture e le aree industriali abbandonate) dove ipotizzare un futuro sviluppo urbano.

Si individueranno una o più funzioni pubbliche che formino un possibile polo di attrazione per il territorio circostante e si studieranno delle strategie di identificazione che definiscano un “carattere dell’edificio” per l’attività scelta (tra le funzioni ipotizzabili vi sono un polo commerciale, un centro religioso comunitario, un plesso scolastico/educativo, un polo sportivo, un centro culturale). Verranno studiate più alternative urbane/architettoniche per caratterizzare tale edificio in modo da porlo in relazione con le infrastrutture che lo servono, con degli spazi pubblici urbani e/o paesaggistici che lo rendano accessibile e con un tessuto edilizio che lo circondi.

Si ipotizzerà la crescita di un tessuto edilizio che contestualizzi l’edifico pubblico in modo che l’insieme abbia un carattere integrato. Tale tessuto avrà caratteristiche di flessibilità: dovrà essere capace di accogliere più funzioni, crescere (ed, eventualmente, modificarsi) nel tempo attraverso una successione di fasi edilizie e l’insieme dovrà risultare coerente in ogni periodo della crescita. Verranno ipotizzate più strategie di sviluppo temporale e di autososostentamento del nuovo quartiere, confrontabili tra loro. Tali strategie verranno confrontate con una serie di esempi di ristrutturazione urbana attuati nell’ultimo decennio in Europa in simili siti industriali abbandonati.

Si studierà una densità del nuovo complesso che dialoghi con il contesto circostante e sia capace di definire degli spazi aperti di relazione (urbani, paesaggistici, infrastrutturali) che caratterizzino l’intero intervento. Si individueranno delle strategie di impiego (o re-impiego) delle risorse materiali ed energetiche che rendano compatibile il quartiere con le necessità di bonifica dei siti industriali.

In caso di presenza di strutture esistenti significative, se ne ipotizzerà il riuso all’interno della logica di flessibilità e di sviluppo nel tempo che caratterizza l’intero progetto, senza dimenticare il loro valore simbolico per la memoria del territorio.

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