Aldo Aymonino

EN
Marghera: visions and fragments for an incomplete city

Professor
Aldo Aymonino
http://www.studioseste.it
aldoaym@iuav.it

Assistants
Arch.Roberta Bartolone
Arch.Giuseppe Caldarola
Arch.Elisabetta Lupo

If architecture is the art of foreshadowing the cities, then the more or less utopian visions during the last two centuries, represent a very vital sap of the architectural and urban thinking. Utopia does not deteriorate and, on the contrary of built architecture, its image remains intact through time and space, such as a scratch-resistant crystal. It can implement directly an accomplished result without the need to abide by the rules, often harsh and inhibitory, of the reality. Stimulating the imagination of the observer without any specific function.

Measuring nearly three thousand hectares (more than one third of Manhattan, or, if you prefer, twice the size of Rome included within the Aurelian Walls or ten times the area within the Navigli in Milan ….) Marghera is both a problem and an enigma. The problem of its future, the reclamation of its land and the high costs that this entails, its development that must consider the violent contraction of the industrial and productive areas, has provided over the past twenty years, infinite material for research and debate both in the university and on the political stage.

The puzzle of uses, multiples and often conflicting with each other (just think that, with its docks, Marghera could become one of the largest Marina in the world), combined with the enormous extension of the area and the consequent splitting of possible investments, prevent a unified configuration. A required pre-vision of a strategic area for the metropolitan city of Venice (and home of some of the country’s most important infrastructural nodes), and for the whole Veneto region.

Therefore, the strategy of the workshop will be a cognitive simplification of the settlement possibilities of the area, through modeling tools that while minimizing the boundary will boost a playful and diagrammatic approach to the topic. The exercise required to the students is to choose one of the models, often strategically very different, of utopian scenarios from XIX and XX century ( Archigram’s Plug in City, Frank Lloyd Wright’s Broadacre, Archizoom’s No Stop City of, Le Corbusier’s Radiant City, Constant Nieuwenhuys’s New Babylon, Diotallevi and Marescotti’s Horizontal City, Kenzo Tange’s Plan for Tokyo, etc …..), to understand the logic of thr settlement and extrapolate data (density, number of inhabitants settled, size, ratios between the various functions), and then applying it to a design area and verifying the results in urban terms.

During the three-week workshop, the staff and some guests from other institutions will held conferences on the topic. Students will be asked to produce a general model of the area (scale to be determined) and a detailed drawing of a particular architectural intervention.

IT
Marghera: visioni e frammenti per città incompiute

Docente
Prof. Aldo Aymonino
http://www.studioseste.it
aldoaym@iuav.it

Assistenti
Arch.Roberta Bartolone
Arch.Giuseppe Caldarola
Arch.Elisabetta Lupo

Se l’architettura è l’arte di prefigurare le città, allora le visioni più o meno utopiche che si sono accavallate impetuosamente negli ultimi due secoli, rappresentano una linfa molto vitale del pensiero architettonico e urbano. L’utopia non si deteriora e, al contrario dell’architettura costruita, la sua immagine attraversa intatta il tempo e lo spazio, come un cristallo inscalfibile. Essa riesce a mettere in atto direttamente il risultato compiuto senza bisogno di sottostare alle regole, spesso durissime e inibitorie, del quotidiano, stimolando la fantasia di chi la guarda, fantasia che la non precisata destinazione d’uso consente di esercitare come plusvalore aggiunto.

Con quasi tremila ettari di superficie (più di un terzo della superficie di Manhattan o, se preferite, due volte la dimensione dell’area di Roma compresa all’interno delle Mura Aureliane o dieci volte l’area all’interno della milanese Cerchia dei Navigli….) l’area di Marghera rappresenta al contempo un problema e un enigma. Il problema del suo futuro, della bonifica dei suoi terreni e dei costi elevatissimi che questo comporta, del suo sviluppo che deve contrastare il violento contrarsi dell’insediamento industriale e produttivo presente nell’area, ha fornito, negli ultimi vent’anni, infinito materiale per ricerche e dibattiti sia in sede universitaria che in quella politica.

Il rebus delle destinazioni d’uso, plurime e spesso contraddittorie l’una con l’altra (basti pensare che, con i suoi moli e le sue darsene, Marghera potrebbe diventare uno dei più grossi Marina del pianeta), unite all’enorme estensione dell’area e al conseguente frazionamento pulviscolare dei possibili investimenti, impediscono una configurazione unitaria, quella necessaria pre-visione che un’area così strategica per l’area metropolitana di Venezia (e che ospita e ospiterà alcuni dei nodi infrastrutturali più importanti del Paese), e del Veneto tutto, richiederebbe.

Pertanto la strategia del Laboratorio consisterà in una semplificazione cognitiva delle possibilità ricettive e insediative dell’area, attraverso strumenti modellistici che al contempo sdrammatizzino le situazioni al contorno e incrementino una modalità ludica e diagrammatica di approccio primario al tema. L’esercizio richiesto agli studenti è quello di scegliere uno tra i modelli, spesso strategicamente molto diversi tra loro, di scenario utopico del XIX e soprattutto del XX secolo (Plug in City di Archigram, Broadacre di Frank Lloyd Wright, No stop City di Archizoom, Ville Radieuse di Le Corbusier, New Babylon di Constant Nieuwenhuys, la Città Orizzontale di Diotallevi e Marescotti, Piano per Tokyo 1960 di Kenzo Tange, etc…..), capirne le logiche insediative ed estrapolarne i dati (densità, numero di abitanti insediati, dimensioni, rapporti percentuali tra le diverse funzioni), applicandolo quindi all’ area di studio e verificandone i risultati in termini urbani.

Nel corso delle tre settimane di workshop, il corpo docente e alcuni invitati provenienti da altre istituzioni terranno alcune conferenze sul tema. Agli studenti verrà richiesto un plastico generale dell’area (in scala da definire) e un disegno di dettaglio di un particolare architettonico dell’intervento.

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